Archive for maggio, 2009

I veleni industriali soffocano la Puglia

L’Arpa: «Dati critici». Emissioni maggiori che nel resto d’Italia

di GIUSEPPE ARMENISE - Gazzetta del Mezzogiorno 15/5/09

Quarantasei milioni di tonnellate di anidride carbonica (Co2), 248mila
chilogrammi di benzene, 32mila chilogrammi di idrocarburi policiclici
aromatici (Ipa), 54mila tonnellate di ossidi di azoto, 67mila tonnellate
di ossidi di zolfo, 547mila tonnellate di monossido di carbonio (Co),
12mila tonnellate di particolato (Pm), e infine le diossine: il 91% del
totale delle emissioni d’Italia sono attribuibili alla Puglia.
La scommessa industrialista della nostra regione, partita nell’immediato
dopoguerra, presenta il suo terribile conto. Le cifre parlano da sole.
Nel recentissimo rapporto sulle emissioni industriali redatto
dall’Agenzia regionale per la prevenzione e protezione dell’ambiente
(Arpa) la Puglia primeggia, in negativo, in ciascuna delle graduatorie
regionali. Qualsiasi sia il parametro preso in considerazione, il
principale contributo alle quote nazionali di «deterioramento» della
qualità dell’aria è sempre attribuibile alla nostra regione. Meglio,
alle industrie della nostra reg ione. Così, oltre al già citato carico
del 91% sul totale delle emissioni italiane di diossine, brillano (in
negativo ovviamente) il contributo del 95,48% al totale delle emissioni
nazionali di Ipa e l’81% di emissioni rispetto al totale nazionale
riguardante il monossido di carbonio.

Anche la tendenza dà da pensare perché, andando a scorrere le
statistiche passate dell’Inventario nazionale delle emissioni e delle
loro sorgenti (Ines) si scopre che tanto per il benzene, quanto per le
diossine e gli Ipa, a fronte di un calo delle emissioni tra 2002 e 2003,
si è registrata una risalita dal 2004 che ha poi portato all’ultimo
aggiornamento (quello relativo al 2006) con esiti che definire
disastrosi non è un eccesso.
La parte del «leone» (si fa per dire), in questa speciale classifica, la
recitano ovviamente la provincia di Taranto (quasi raddoppiate le
emissioni di Co2 tra 2002 e 2006) e Brindisi (è la seconda provincia
anche se il dato, pur leggermente in crescita, resta stabile nel
quinquennio considerato), Foggia diventa nel 2006 la quarta provincia
per emissioni di Co2, sopravanzando Bari che è la provincia che sta
meglio. Singolare il dato del benzene, visto che il totale delle
emissioni si concentra sostanzialmente in maniera esclusiva tra le
province di taranto e Brindisi. Le diossine sono invece un parametro
esclusivamente tarantino, così come gli Ipa. Parliamo di inquinamento da
pressione industriale, ovviamente. Va quindi specificato che i dati in
questione si riferiscono non complessivamente alla qualità dell’aria e
al quadro totale delle matrici inquinanti, ma solo a quanto attribuibile
alle ciminiere degli stabilimenti industriali.

Quando si vanno ad analizzare i dati provinciali riferiti agli ossidi di
azoto e di zolfo, si riempiono di dati anche le caselle riferite anche
alle province ulteriori rispetto a Taranto. Anche se Taranto e Brindisi
continuano a mantenere la guida del drappello pugliese con cifre e
concentrazioni che non sono francamente paragonabili (il rapporto delle
emissioni di ossidi di zolfo nel 2006 è di 53 a 1 se si confrontano
Taranto e Bari) tra loro. L’Arpa, nel rapporto redatto da Roberto Giua,
Stefano Spagnolo e Andrea Potenza, conclude: «Un possibile miglioramento
dei livelli di qualità dell’aria risulta vincolato, nella nostra
regione, ad una diminuzione delle emissioni industriali e, in
particolare, all’adeguamento degli impianti di maggiori dimensioni alle
migliori tecnologie disponibili».

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Lasciata dal fidanzato fa causa a Facebook

facebook-two-face

Giorni difficili per Facebook in italia. Dopo le diffamazioni alla hostess del GF arriva un altro guaio legale per i vertici del social network più utilizzato al mondo ed in Italia: una giovane donna italiana - non iscritta al social network - si è rivolta all’Aidacon (Associazione Italiana per la Difesa dell’ambiente e del Consumatore) per avviare un procedimento giudiziario contro Facebook ed un suo utente reo di aver pubblicato alcune vecchie foto della ragazza ai tempi del liceo abbracciata con un vecchio amico, foto che avrebbero causato una crisi sentimentale della donna con l’attuale fidanzato.

Illegale dell’Aidacon, Carlo Claps, ha spiegato che il fulcro della questione è da individuare nei “gravi danni che la giovane donna ha subito a causa della violazione della privacy messa in atto dalla pubblicazione delle foto da parte di un semplice conoscente e, quindi, senza alcuna sua autorizzazione”.

“Su Facebook - continua Claps - c’è un uso indiscriminato di foto. Il legislatore o l’Autorità Garante dovranno presto intervenire. Abbiamo già diffidato l’utente ad eliminare le foto dalla rete, unitamente ai responsabili di Facebook. Ora si procederà innanzi all’Autorità Giudiziaria”.

Certamente il rapporto tra la libertà di espressione degli utenti e la privacy è uno dei punti essenziali sui quali i vertici di Facebook dovranno interrogarsi ed intervenire mediante una disciplina rigorosa che garantisca - quantomeno ai non iscritti - il diritto alla riservatezza di fatti ed immagini personali.

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Centrale a carbone di Cerano a Brindisi

Disastro ambientale e associazione a delinquere finalizzata all’attività organizzata di traffico illecito di rifiuti pericolosi.
Questi i reati ambientali che hanno portato all’alba di oggi all’arresto di 10 persone nell’ambito di un’importante operazione del Corpo forestale dello Stato eseguita nelle province di Brindisi, Lecce e Reggio Calabria.
Gli arrestati, tra cui 4 portati in carcere e 6 agli arresti domiciliari, sono accusati di traffico illecito di rifiuti e associazione a delinquere.
Tra gli arrestati alcuni funzionari ENEL della centrale a carbone di Brindisi.
Notevole è il danno ambientale provocato dallo smaltimento illecito dei rifiuti pericolosi.
L’inquinamento provocato dal rilascio di composti solubili ha effetti dannosi sulla salute pubblica a causa delle sostanze contaminanti nel suolo, nel sottosuolo e nella falda idrica, oltre all’alterazione paesaggistica ed idrogeologica, con conseguenti rischi di dissesto in un’area sottoposta a vincoli rigorosi.
Le indagini iniziate nel 2005 e condotte dal nucleo investigativo provinciale della Polizia Ambientale e Forestale di Reggio Calabria, sono state coordinate dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria.
Alle indagini hanno collaborato anche i servizi segreti italiani,  l’AISI (Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna) l’ex SISDE, una collaborazione di rilievo visto che l’AISI ha fornito il suo importante e valido supporto al Corpo Forestale dello Stato.
La delicata attività investigativa, iniziata dopo la  segnalazione dei cittadini, ha accertato l’esistenza di un’organizzazione  malavitosa dedita al traffico illecito di rifiuti pericolosi prodotti in Puglia presso la centrale a carbone Enel “Federico II” di Brindisi, in località Cerano e smaltiti illecitamente nel Comune di Motta S. Giovanni (Reggio Calabria), in località Lazzaro. Tra l’altro il tratto di costa di fronte Lazzaro è un sito di importanza comunitaria denominato “Fondali da Punta Pezzo a capo dell’Armi”.
I rifiuti tossici, provenienti dalla più grande centrale termoelettrica d’Italia a carbone e una delle più grandi d’Europa, venivano occultati in una cava di argilla adiacente un’industria di laterizi  nella preziosa area sottoposta oltretutto a vincolo idrogeologico e paesaggistico.
Gli scarti, classificati come rifiuti pericolosi, venivano declassificati e  trasformati, con certificati di analisi ad hoc, in rifiuti non pericolosi ed avviati, apparentemente, al recupero per la produzione dei laterizi.
L’enorme traffico illecito è stato scoperto grazie all’acquisizione di documenti, riprese video ed intercettazioni telefoniche.
Diversi anche i sopralluoghi realizzati dal Corpo Forestale presso le imprese produttrici dei rifiuti e presso il sito di ultima destinazione.
Migliaia sono le tonnellate di rifiuti smaltiti spacciandoli per rifiuti non pericolosi e occultandoli in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico-ambientale a poca distanza dal mare, vicino a terreni agricoli, infatti sono circa 100mila le tonnellate di rifiuti smaltiti dal gruppo criminale nel 2006 e 2007 per un profitto di oltre 6milioni e 400mila euro l’anno.
Sono stati posti sotto sequestro dal Corpo Forestale anche la cava, l’industria di laterizi con automezzi e macchine per movimento terra e 15 autoarticolati utilizzati per i trasporti dalla centrale a carbone di Brindisi a Reggio Calabria, per un valore totale di circa 7 milioni di euro.

La centrale ENEL Federico II, da dove provenivano i rifiuti tossici, è una centrale termoelettrica a carbone e si trova presso la località Cerano nel territorio di Brindisi. Per estensione è la più grande centrale a carbone d’Italia, addirittura più grande della centrale a carbone di Civitavecchia, infatti ha un’estensione di circa 270 ettari ed è tra le centrali a carbone più grandi d’Europa.

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Wolfram il motore di ricerca semantico

wolfram

Wolfram Alpha, il motore di ricerca semantico creato dal guru della matematica Stephen Wolfram, sarebbe ormai pronto per essere utilizzato dal grande pubblico e quindi anche per lanciare il guanto di sfida contro Google; una sfida che potrebbe influenzare le scelte future di Mountain View.

Wolfram Alpha, nel caso dovesse garantire le funzionalità promesse, costituirebbe una vera e propria rivoluzione nel settore della ricerca sul Web: niente più SERP in cambio di parole chiave, ma risposte sulla base di domande elaborate da un algoritmo.

Durante una presentazione della sua creatura presso il Berkman Center for Internet and Society di Harvard, Wolfram ha dato delle dimostrazioni relativamente alla capacità del suo motore di rispondere in forma discorsiva, come se fosse realmente in grado di comprendere le domande che gli vengono formulate.

Wolfram Alpha dovrebbe essere disponibile per il pubblico nel corso del mese di Maggio; fortunatamente sarà accessibile da tutti in forma gratuita, ma tramite un abbonamento (comunque abbastanza economico) sarà possibile usufruire di funzioni accessorie.

[Mr.Webmaster]

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