Italia a carbone…

E siamo a tre!
Nel corso della pausa vacanziera il Ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo ha “firmato” anche gli altri due decreti VIA per la centrale di Vado Ligure (ampliamento) e Fiume Santo (sostituzione), che con Porto Tolle fanno tre progetti per centrali a carbone, come del resto ci aspettavamo.
Due decreti sono già stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale, manca ancora la pubblicazione di quello di Fiume Santo che arriverà a breve.
Riportiamo qui sotto un articolo apparso oggi con le reazioni della Regione Liguria.

La Stampa 28/08/2009
Reazioni - L’assessore all’Ambiente Franco Zunino
“La Regione fa ricorso al Tar contro una procedura che scavalca gli enti locali”

VADO LIGURE

La Regione annuncia ricorso al Tar contro il decreto di valutazione di impatto ambientale pubblicato dal ministro Prestigiacomo. L’assessore all’Ambiente Franco Zunino commenta: «Ovviamente ribadiamo che la giunta
regionale non darà l’intesa sul progetto di ampliamento e inoltre
concorderemo nei prossimi giorni con i Comuni di Vado e Quiliano la presentazione di un ricorso al Tar contro il decreto del ministero dell’Ambiente che ha dato il via libera all’ampliamento. Effettueremo un approfondimento con l’ufficio legale della Regione sui punti su cui verrà basato il ricorso. A mio parere esistono sia rilievi di tipo formale perché la Regione non è stata invitata a partecipare alla
votazione finale della Via, sia perché il progetto di Tirreno Power è contrario al Piano energetico regionale e al Piano della qualità dell’aria. Per noi, insomma, questo progetto rappresenta una scelta sbagliata sia per il comprensorio di Savona, sia per la Liguria».
I sindaci Attilio Caviglia (Vado) e Alberto Ferrando (Quiliano), pur avendo ricevuto la notifica del decreto ministeriale, un po’ a sorpresa, hanno preferito non entrare nell’argomento ritenendo che il documento «non sia pubblico». Il pneumologo Paolo Franceschi, che da sempre si batte contro la centrale a carbone, afferma: «Al termine dei lavori di
ampliamento la centrale avrà una potenza di 1900 Megawatt ma secondo Tirreno Power le emissioni di zolfo saranno ridotte del 7%, dell’1% degli ossidi di azoto e del 3% delle polveri. Il progetto Tirreno Power ha usufruito dell’Autorizzazione ministeriale unica prevista per le opere strategiche. Una procedura che prevede solo il parere consultivo
degli enti locali. Per questo sarebbe stato indispensabile la
presentazione di un ricorso legale che invece non è ancora partito».

Fonte: Greenpeace Italia

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